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L’agenesia definisce la mancanza di un organo dalla nascita, quindi l’agenesia dentale indica la mancanza congenita di uno o più denti. L’agenesia può riferirsi ad un dente, agenesia singola, o più denti, agenesia multipla, e se riguarda l’intera dentatura si chiama anodontia. Si tratta di una patologia parecchio diffusa, infatti ne sono colpiti dal 3% al 5% della popolazione.

I denti coinvolti sono di solito quelli più visibili, gli incisivi laterali superiori e i secondi premolari inferiori, e può verificarsi sia per i denti permanenti che per i denti da latte.

Per riconoscere la presenza di questa malattia, è necessario effettuare una radiografia ortopanoramica, che si consiglia di fare nei primi anni di vita per capire che tipo di dentatura si abbia.

In pratica viene intaccato il follicolo dentale, ossia l’embrione che dà vita al dente, che può non svilupparsi per svariati motivi: a causa di fattori esterni, come problemi nutrizionali, traumi, a causa di fattori interni, come per esempio da ambienti tossici (diossine, ecc…) oppure a causa semplicemente di fattori genetici.

Questa agenesia può dar vita a problemi del cavo orale, come malocclusioni e affollamenti dentali. Infatti lo spazio lasciato vuoto tende ad essere preso da quelli adiacenti, che si inclinano e si storcono, creando problemi alla masticazione.

L’agenesia dentale di fatto rappresenta un inconveniente molto fastidioso per chi ne è affetto, perché l’assenza di un incisivo laterale può costituire un vero e proprio disagio dal punto di vista estetico.

Ci sono tre possibili tipologie di trattamento:

  1. Quello ortodontico.: si chiudono gli spazi con apparecchi ortodontici fissi o mobili, poi viene  abbinato un dispositivo di contenzione per far abituare i denti. Il vantaggio sta nell’evitare l’uso di protesi e conservare i denti naturali.
  2. Quello protesico: vengono utilizzate sia protesi mobili classiche sia adesive, invece non sono adatte le protesi fisse tradizionali.
  3. Quello implantologico: si prevede l’inserimento di protesi artificiali fisse nella parte vuota. E’ considerata la terapia con maggior successo.

Ovviamente qualsiasi sia la scelta, l’odontoiatra dovrà fare in modo che i denti che hanno subito inclinazioni vengano fatti riallineare e l’arcata dentaria recuperi la sua armonia.

Se fosse un premolare o molare il dente mancante, si cercherà di fornire un allineamento in relazione allo spazio che si ha a disposizione, per evitare l’intervento di implantologia. Infatti sarà più difficile notare la mancanza di un dente.

Infine la tecnica implantare, è considerata la più efficace per curare l’agenesia dentale, infatti, dona molti vantaggi rispetto alle soluzioni protesiche.

Per concludere, se dopo una visita dal dentista, avete scoperto di soffrire di agenesia dentale il trattamento più vantaggioso e duraturo è quella implantologico.

A seguire probabilmente avrete bisogno anche di un trattamento ortodontico per creare gli spazi necessari e per poter ridare armonia all’arcata dentaria.

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