Anatomia dei denti

Per avere un sorriso sano e bello è importante un’accurata igiene orale e una visita periodica dal dentista. Nel caso in cui si presenti un problema è molto utile comprendere l’anatomia dei nostri denti. L’articolo seguente descrive le caratteristiche principali, la struttura e l’anatomia dei denti…

 

La funzione dei denti: canini, incisivi, premolari e molari

I denti sono delle strutture mineralizzate molto resistenti di diversa forma e grandezza. Sono collocati nelle ossa mascellari, all’interno di cavità chiamate alveoli e vengono classificati come incisivi, canini, premolari e molari, per un totale di 16 denti per arcata così suddivisi: 4 incisivi, 2 canini, 4 premolari, 6 molari.

Ciascun dente è preposto ad una specifica funzione: i canini servono per afferrare e lacerare il cibo, gli incisivi per strapparne i pezzi, i premolari e i molari per masticarlo attraverso la triturazione meccanica.

 

La struttura dei denti

Possiamo dividere la struttura del dente in tre parti: la corona, la radice e il colletto.

La corona è la parte visibile del dente, quella che sporge al di fuori dell’alveolo e della gengiva. Può assumere diverse forme a seconda della tipologia del dente. Nei canini è appuntita, negli incisivi appiattita, nei molari e nei premolari presenta dei solchi e diverse cuspidi.

La radice è la parte del dente che non vediamo, quella inserita nell’alveolo e legata all’osso tramite il legamento parodontale. La sua lunghezza è maggiore di quella della corona stessa. Nei canini, negli incisivi e nei premolari inferiori la radice è unica, mentre nei molari e nei premolari può essere doppia e tripla.

Il colletto è la parte tra la corona e la radice, attorno alla quale si sviluppa il margine della gengiva. E’ una zona molto importante perché qui tende ad accumularsi la placca batterica. E’ quindi fondamentale, durante il lavaggio dei denti, prestare particolare attenzione alla pulizia del colletto gengivale, per prevenire l’infiammazione delle gengive e malattie come la parodontite e la carie dentale.

 

Anatomia dei denti: elementi

La parte esterna della corona è rivestita da uno strato di smalto dentale, l’elemento più duro del corpo umano, composto per il 96% da minerali e per il restante 4% da sostanze organiche. Lo smalto è un elemento traslucido che a contatto con i cibi acidi tende a dissolversi; per questo motivo deve essere protetto attraverso un’efficace e adeguata igiene orale.

Al di sotto dello smalto c’è la dentina, la sostanza che dà la colorazione ai denti. E’ un tessuto simile all’osso compatto, di colore giallastro. E’ composta per circa il 70% da materiale inorganico, per il restante 30% da materiale organico e acqua. E’ generata dagli odontoblasti, delle cellule contenute nella polpa.

All’interno della dentina, si sviluppa la polpa dentale, la parte che assicura la vitalità del dente. La polpa è un tessuto molle che comprende il nervo, i vasi sanguigni e le cellule (gli odontoblasti che producono la dentina). La polpa, come abbiamo detto, si trova all’interno della corona (polpa camerale) per poi proseguire lungo le radici (polpa radicolare).

Lo smalto dentale

Lo smalto dentale è lo strato più esterno del dente e ha la funzione di proteggerlo dall’usura e dai batteri e dagli stimoli termici. L’articolo seguente descrive le caratteristiche principali dello smalto dentale e fornisce alcuni utili consigli su come proteggerlo dai pericoli dell’erosione e dell’abrasione…

 

La struttura 

Lo smalto dentale è l’elemento più duro del corpo umano. Infatti, può essere tagliato soltanto da schegge di diamante. E’ composto per il 96% da minerali (principalmente composti di calcio) e soltanto per il 4% da sostanze organiche.

Al contrario di quanto si possa pensare, il colore dei denti non è dovuto allo smalto dentale, ma alla sottostante dentina. Lo smalto infatti, è traslucido e lascia trasparire il colore della dentina. Secondo le varie fonti di luce presenti, il colore dei denti può variare alla nostra vista.

 

Come proteggere lo smalto dentale

Nonostante la sua durezza, lo smalto dentale deve essere protetto da due insidie: l’erosione e l’abrasione.

L’erosione è causata dal contatto con sostanze e cibi acidi. In pratica, gli acidi attaccano la componente minerale, dissolvendola. Si innesca così quel processo chiamato demineralizzazione, che è la causa principale della carie dentale.

Questo non significa che dobbiamo rinunciare ai cibi acidi, ma soltanto che bisogna sempre effettuare un’adeguata igiene orale, in modo da rimuovere i residui del cibo e i batteri che metabolizzano gli zuccheri in acidi, erodendo lo smalto dentale.

Un altro serio pericolo per lo smalto dentale è l’abrasione. Questa può avvenire a causa di uno spazzolino da denti inadeguato e da un suo uso non corretto. Le setole non devono essere troppo dure e lo spazzolamento non deve avvenire in maniera orizzontale, bensì verticale, sempre dalla gengiva verso il dente.

Inoltre la forza con cui si spinge lo spazzolino sui denti, non deve essere eccessiva. E’ importante ricordarsi di cambiare lo spazzolino quando le setole cominciano a piegarsi e a perdere consistenza.

 

Lo smalto e la carie: la demineralizzazione dei denti

La carie dentale si genera quando nello smalto dentale la demineralizzazione è più veloce della remineralizzazione.

La prima si verifica quando gli zuccheri, a contatto con i batteri, formano acidi che erodono lo smalto dentale. La seconda invece, avviene grazie al fluoro che rafforza lo strato più esterno dello smalto dentale. Questo secondo processo è aiutato anche dalla saliva che rimuove lo zucchero limitando l’azione degli acidi.

La carie quindi, si forma nello smalto e, se non curata, attacca la dentina fino a penetrare nella polpa dentale dove può generare anche una grave infezione.

La miglior soluzione per contrastarla è una buona igiene orale. Quindi dobbiamo ricordare di lavare i denti più volte al giorno, soprattutto la sera prima di andare a letto, evitando così che gli acidi possano erodere lo smalto dentale durante la notte, quando tra l’altro il flusso salivare si riduce.

La polpa dentale

I tuoi denti sono affetti da carie? In tal caso, non sottovalutare il problema. Se la carie non viene fermata, può arrivare fino alla polpa dentale, causando una grave infezione. L’articolo seguente fornisce una serie di utili informazioni sulla polpa dentale e su come proteggerla dalla carie.

 

Struttura 

La polpa dentale, detta anche nervo, è un tessuto molle situato all’interno del dente che contiene il nervo, i vasi sanguigni e gli odontoblasti, le cellule capaci di produrre la dentina.

Può essere di due tipi: quella camerale, che è situata all’interno della corona del dente, e quella radicolare, che si estende all’interno del canale radicolare.

La sua funzione primaria  è quella di garantire adeguato apporto di sangue al dente. Inoltre conferisce sensibilità al dente attraverso il nervo, connesso a sua volta ad un’ulteriore rete di fibre nervose che conducono agli odontoblasti.

 

La polpa dentale e la carie

In caso di carie dentale non curata, questa può arrivare alla polpa, distruggendola. Infatti, se la carie non viene bloccata in tempo, penetra all’interno del dente, attaccando la dentina e successivamente la polpa dentale, provocando una grave infezione.

In casi come questi, la soluzione giusta consiste nella cura canalare, effettuata tramite la devitalizzazione del dente. In pratica la polpa dentale viene rimossa completamente provocando la morte del dente; infatti, senza di essa viene a mancare l’apporto sanguigno e quindi il suo nutrimento.

Successivamente si procede con la pulizia, disinfezione e sigillatura dei canali radicolari, in modo da evitare lo stanziamento e la proliferazione dei batteri che potrebbero causare una nuova infezione in futuro. Una volta terminata la cura canalare, si procede con la ricostruzione del dente.

La radice dentale

L’articolo seguente fornisce una descrizione delle caratteristiche principali e utili informazioni sulla radice dentale.

 

Cos’è la radice dentale?

E’ la parte del dente che non si vede, quella contenuta nell’osso che ha la funzione di sostenere il dente, proprio come le radici dell’albero sostengono l’albero stesso.

I vari denti hanno un numero diverso di radici: i canini e gli incisivi ne hanno una sola. Anche i premolari inferiori ne hanno una sola, mentre quelli superiori possono averne una o due.

I molari inferiori hanno due radici dentali, a differenza dei molari superiori che ne hanno tre. E’ possibile anche trovare radici fuse tra loro.

 

Anatomia della radice dentale 

Ogni dente è costituito da radice (la parte che non si vede), corona (la parte visibile) e colletto (zona di connessione tra radice e corona).

La radice dentale ha una lunghezza maggiore rispetto alla corona. La radice culmina nell’apice radicolare nella direzione opposta alla corona.

La parte interna della radice è composta da dentina; quella esterna che riveste la dentina stessa ed è in contatto con l’osso, da cemento.

L’interno della radice è percorso dai canali radicolari contenenenti la polpa che, giungendo all’apice radicolare, si collega con nervi e vasi sanguigni. Questa connessione assicura il nutrimento al dente. L’osso alveolare  è la parte di osso sul quale è ancorata la radice.

 

Fratture 

Se si escludono gli eventi traumatici in genere, è molto difficile che si verifichi una frattura della radice dentale in un dente vivo; di solito avviene in denti devitalizzati o comunque deboli e la causa è sempre la stessa: il dente non riesce a sopportare le sollecitazioni causate dalla masticazione.

Quando la radice dentale si frattura, nella maggior parte dei casi non c’è nulla da fare: si deve procedere all estrazione del dente. Se la frattura avviene nella parte più superficiale della radice dentale è possibile salvarlo tramite la ricostruzione del dente e  il suo incapsulamento.

In caso di radice dentale fratturata più in profondità, bisogna intervenire immediatamente con l’estrazione del dente perché, altrimenti, può causare una dolorosa infezione all’osso.

Tumore orale

Fare delle visite dentistiche regolari può aiutare a rilevare la presenza del tumore del cavoorale, prima che questo si diffonda mettendo in pericolo la vita del paziente.

I tumori orali possono colpire qualsiasi parte della bocca, labbra, o la parte posteriore della gola. La maggior parte di questi tumori, circa due terzi, si trova nella bocca, mentre il resto è localizzato nella faringe.

 

Chi è a rischio di tumore orale?

– i fumatori e chi consuma tabacco in genere (fumo di sigarette, pipe o sigari, oppure chi mastica o sniffa tabacco). Il 75% dei tumori orali è legato a queste cause;

chi fa abuso di alcool. Se combinato con l’uso del tabacco, aumenta il rischio di sviluppare il tumore orale;

chi si espone troppo al sole. In questo caso può aumentare il rischio di sviluppare il tumore del labbro;

chi non mangia in modo sano. Questo può aumentare il rischio complessivo di tumore.

La maggior parte delle persone a cui viene diagnosticato il tumore orale è sopra i 40 anni e di sesso maschile. La probabilità che possa colpire gli uomini è due volte maggiore rispetto alle donne. Pertanto, è possibile ridurre il rischio di tumore orale adottando una dieta sana, evitando il tabacco, bevendo alcolici con moderazione e limitando l’esposizione al sole.

 

Segnali e sintomi del tumore orale

I sintomi del tumore orale possono essere di varia natura:

– la presenza di un grumo irritato e dolorante oppure la sensazione di una mucosa ruvida anziché liscia in qualsiasi punto della bocca, gola o labbra

– la presenza di macchie o protuberanze bianche o rosse all’interno della bocca

– la sensazione di qualcosa conficcato in gola

– problemi con la deglutizione o masticazione

– difficoltà nel muovere la lingua o la mandibola

– intorpidimento o dolore della lingua o intorpidimento in altre zone della bocca

– mascella gonfia

– dentiera che non si adatta bene

– dolore all’orecchio senza perdita di udito

– ferita alla bocca o al labbro che sanguina facilmente e non si rimargina

– cambiamento di colore della mucosa.
Questi sintomi possono anche indicare problemi di salute meno gravi ma, se si protraggono per più di due settimane, è bene consultare un dentista.

 

L’importanza di regolari visite dentistiche

Il check up per il tumore orale viene effettuato normalmente durante una visita dentistica. Il vostro dentista esaminerà tutta la bocca per verificare la presenza di macchie precancerose.

Nel caso in cui dovesse rilevare qualcosa di sospetto, è possibile eseguire un test prelevando una parte di tessuto, da inviare poi in laboratorio, in modo tale da avere una precisa diagnosi. Se vengono rilevate cellule precancerose, il trattamento di solito comporta la rimozione chirurgica della lesione. Se si tratta di tumore, invece, potrebbe essere necessaria anche la radioterapia.

 

Prognosi del tumore della bocca

Il tasso di sopravvivenza per le persone che hanno tumori del cavo orale è piuttosto basso; quasi la metà, dei pazienti non sopravvive oltre i 5 anni. Questo elevato tasso di mortalità, molto probabilmente, è dovuto al fatto che il tumore orale non viene diagnosticato in tempo e quindi, una volta diffuso, è difficile da curare.

Ecco perché è così importante effettuare regolari cure dentistiche, in modo che il dentista possa identificare sospetti tumori e intervenire subito.

Controlli regolari e una buona cura dei denti sono le migliori difese contro il tumore orale e tutte le altre patologie e disturbi della bocca. In Freesmile, nel corso della prima visita gratuita, effettuiamo anche uno screening oncologico per verificare la presenza di un eventuale tumore orale.

Sterilità e igiene nello studio dentistico

Uno dei problemi più importanti di cui l’odontoiatra deve tener conto, è quello della trasmissibilità delle infezioni durante l’esecuzione delle cure dentali. Garantire un ambiente sicuro al paziente che si affida per delle cure, è uno degli obiettivi più importanti per ogni dentista e per tutto il suo team. L’articolo seguente descrive le procedure di sicurezza e la valutazione del rischio per prevenire le eventuali infezioni che si possono trasmettere all’interno dello studio dentistico.

 

Il pericolo infezioni

Il rischio di infezioni aumenta in relazione al numero di pazienti che ogni giorno vengono curati all’interno dello studio e all’invasività delle cure eseguite, soprattutto quando si utilizzano strumenti e attrezzature potenzialmente contaminabili. Altre cause possono essere l’ambiente in cui si opera e l’operatore stesso che diventa veicolo d’infezione.

Questa situazione di pericolosità ha indotto gli studi dentistici ad adottare procedure di controllo e sicurezza per evitare la trasmissione di queste infezioni. In Freesmile, infatti, adottiamo protocolli internazionali di igiene e sterilità e utilizziamo una serie di attrezzature che ci consentono di ridurre al minimo il rischio di trasmissione di germi e batteri.

 

Regole e procedure di sicurezza

Il personale dello studio ricopre un ruolo molto importante nel controllo delle infezioni. L’assistente dovrà accogliere il paziente, prepararlo all’intervento e organizzare il materiale e gli strumenti necessari.

In caso di rischio elevato, come per gli interventi di chirurgia e implantologia, le regole riguardanti la sterilità degli ambienti e degli strumenti sono molto più severe e devono essere rispettate con grande meticolosità.

In Freesmile eseguiamo l’intervento in una sala dedicata e utilizziamo un kit di materiali sterili (camici, teli, guanti, guaine protettive, passacavi, cuffie, mascherine, aspiratore, tamponi di garze, vaschetta di plastica).

Dopo aver preparato il paziente, l’assistente provvederà ad applicare dei teli sterili su tutte le superfici sensibili della poltrona e su quelle degli strumenti accessori.

I rischi possono giungere anche dalle maniglie delle porte. Nel nostro studio, ad esempio, le porte si aprono “da sole” attraverso l’utilizzo di una particolare tecnologia.

 

Sterilizzazione e decontaminazione

Prima di qualsiasi trattamento odontoiatrico, l’assistente dovrà  accertarsi che gli strumenti prima di essere utilizzati vengano sterilizzati, decontaminati e imbustati.

Aldilà di tutte queste regole da seguire, per ridurre il rischio è molto importante anche adottare delle buone pratiche come ad esempio il costante utilizzo di materiale imbustato e monouso, l’igiene generale dello studio e il controllo della scadenza delle sterilizzazioni.

Tutte queste cose anche se possono aumentare i costi dello studio dentistico, contribuiscono a diminuire il rischio di possibili infezioni, a vantaggio della salute del paziente e degli operatori.

Il granuloma dentale

Spesso può capitare di avere un granuloma dentale senza saperlo. Infatti questo tipo di infezione può formarsi e non dare particolari sintomi per anni. Conviene sempre quindi, fare dei controlli periodici per intervenire in tempo e adeguatamente.

L’articolo seguente descrive le caratteristche del granuloma dentale, le modalità per una sua diagnosi, i sintomi e le cure per eliminarlo…

 

Cosa è il granuloma dentale (o apicale) e i suoi sintomi

E’ un infiammazione cronica dei tessuti che circondano l’apice della radice, per questo è detto anche granuloma apicale. Si genera in seguito all’azione batterica che determina l’infezione e la necrosi della polpa dentale.

Non dà sintomi particolari; quando si forma può rimanere in silenzio per anni senza dare alcun disturbo. E’ possibile diagnosticarlo solo attraverso una radiografia endorale o un’ortopanoramica in cui appare con la forma di semiluna o pallina grigia.

L’azione batterica attacca e decompone il tessuto interno del dente, in questo modo i batteri stessi trovano poi terreno fertile per continuare a riprodursi, giungono nella zona apicale della radice, fino ad infettare l’osso, generando così il granuloma dentale. Bisogna fare in fretta; se non si interviene subito si rischia di perdere il dente!

E’ anche possibile però che sia la cura effettuata per la devitalizzazione del dente a determinare il granuloma apicale, spingendo oltre apice i batteri e il materiale infetto o non eliminando tutti i batteri dall’interno del dente.

 

Terapie 

In genere il granuloma dentale si cura con la semplice devitalizzazione del dente, ma se quest’ultimo è già stato devitalizzato, si ricorre ad un ritrattamento, cioè ad una nuova cura canalare; il dente deve essere riaperto per permettere la pulizia e l’otturazione dei canali, che scorrono all’interno dello stesso.

Quando non è possibile effettuare il ritrattamento, ad esempio nel caso in cui ci sono dei perni cementati nella radice, si ricorre all’apicectomia, cioè alla chirurgia endodontica.

L’intervento consiste nell’effettuare una piccola incisione sulla gengiva del dente sottoposto al trattamento, in modo da scoprire l’apice e asportare il granuloma dentale e l’apice stesso.

Come togliere i denti del giudizio: l’estrazione

Hai problemi con i denti del giudizio? Ti provocano dolore, gonfiori e infiammazioni? Fai una visita presso uno studio dentistico, potrebbe essere il caso di rimuoverli. L’articolo seguente fornisce alcune utili informazioni su quando e perché togliere i denti del giudizio.

 

Perché togliere i denti del giudizio?

I denti del giudizio sono quattro denti che nascono intorno al diciottesimo anno di età nell’ultima posizione delle arcate dentarie, sia inferiore che superiore. Praticamente sono dei molari, infatti, sono detti anche terzi molari ma, proprio perché nascono intorno ai 18-20 anni, vengono chiamati comunemente denti del giudizio.

La maggior parte delle persone non ha lo spazio sufficiente per accogliere i denti del giudizio; molto spesso, quest’ultimi rimangono coperti dalla gengiva oppure escono soltanto parzialmente: in questo caso parliamo di denti inclusi totalmente o parzialmente.

L’inclusione parziale o totale dei denti del giudizio può provocare dolore, infiammazioni, gonfiore e cisti.

Un altro caso per cui è necessario togliere i denti del giudizio è quello in cui il loro asse di crescita non è orientato in maniera corretta; in alcuni casi il dente può svilupparsi orizzontalmente creando pressione sul dente vicino e danneggiarlo.

 

Estrazione dei denti del giudizio: infezione, ascesso, dolore, inclusione.

Bisogna togliere i denti del giudizio quando sono parzialmente inclusi, perché tra la gengiva che li ricopre e il dente parzialmente erotto si creano delle sacche che provocano un ristagno della placca batterica.

Vanno tolti anche quando sono eccessivamente inclinati, perché potrebbero compromettere la stabilità e la salute del secondo molare.

In caso di problemi con i denti del giudizio, si consiglia di andare dal dentista, il quale tramite un’ortopanoramica ed eventuali ulteriori indagini radiologiche sarà in grado di capire gli sviluppi futuri del dente e, di valutare la necessità o meno di rimuoverlo.

Se il dente del giudizio è totalmente incluso invece, la rimozione è necessaria solo se dà problemi (infezioni, ascessi, dolore o rischio di spostare o danneggiare con la sua crescita gli altri denti).

 

Come togliere i denti del giudizio

L’estrazione del dente del giudizio è un’operazione più difficile e complessa rispetto all’estrazione di un altro dente, soprattutto nel caso di quelli inferiori. La radice di questi ultimi infatti può essere molto vicina al canale osseo in cui decorre il nervo alveolare inferiore che innerva l’intera emimandibola, quindi, durante l’operazione, bisogna fare molta attenzione a non danneggiarlo.

Per questo motivo è più semplice, e quindi più conveniente, togliere i denti del giudizio in età giovanile, quando non sono ancora maturati completamente e le radici sono ancora in fase di sviluppo e non del tutto formate. In Freesmile abbiamo un team di medici esperti in grado di affrontare casi anche molto complessi.

Dopo l’estrazione di un dente del giudizio si possono avvertire dolore e gonfiore che possono essere alleviati grazie ad analgesici e antibiotici prescritti dal dentista. Il consumo di cibi freddi può contribuire a ridurre il gonfiore.

Dopo l’operazione è consigliato non assumere bevande e cibi caldi, non somministrare aspirine, non fumare per alcuni giorni, non sciacquare la bocca per le prime 12 ore.

La rigenerazione ossea dentale

Hai deciso di ricorrere all’implantologia dentale per sostituire alcuni denti mancanti ma non hai osso sufficiente per inserire gli impianti? Oggi, questo non è più un problema, puoi risolverlo ricorrendo alla rigenerazione ossea dentale. L’articolo seguente fornisce alcune utili informazioni sulla rigenerazione ossea dentale e le sue tecniche, in particolare la Bio-Oss®.

 

L’osso mandibolare, mascellare e l’implantologia dentale

In caso di denti mancanti, una delle possibili soluzioni per sostituirli è l’implantologia dentale. Questa tecnica consiste nell’inserire delle radici artificiali in titanio, direttamente nell’osso mascellare o mandibolare. Sulle radici artificiali verranno poi applicate le protesi fisse.

Nel caso in cui non ci fosse osso sufficiente, non è possibile inserire gli impianti dentali. Molti pazienti che ricorrono all’implantologia, soffrono di parodontite e questa malattia, tra l’altro, causa anche una recessione gengivale e perdita dell’osso.

Fortunatamente per questo problema esiste una soluzione, che permette di ricorrere ugualmente all’implantologia. Come? Attraverso la rigenerazione ossea dentale.

 

Le tecniche di rigenerazione ossea dentale 

Esistono diverse tecniche per ottenere la ricostruzione dell’osso; la più diffusa e consolidata consiste nell’applicare una speciale membrana che può essere data una griglia in titanio o da membrana riassorbibile al di sotto della quale viene inserito del materiale di riempimento che andrà a formare il nuovo tessuto osseo.

Questo materiale di riempimento potrebbe essere una pezzetto di un nostro osso prelevato dalla mandibola o dall’anca oppure un osso artificiale costituito da materiale sintetico biocompatibile che, irrorato dal sangue, viene inglobato dall’osso.

Nel primo caso possiamo parlare di “auto-trapianto”; è un’operazione molto complessa e impegnativa che viene eseguita con due interventi chirurgici separati.

Nel secondo caso l’intervento è più semplice, ma può comportare scarsa irrorazione sanguigna dell’osso artificiale.

La rigenerazione ossea dentale con Bio-Oss®

Una delle tecniche chirurgiche principali per ottenere una efficace rigenerazione ossea dentale, consiste nell’utilizzare specifici materiali di riempimento, con i quali ottenere la ricostruzione del tessuto osseo perduto.

Nel Centro Odontoiatrico Freesmile utilizziamo uno dei materiali più sicuri e dal risultato altamente prevedibile: Bio-Oss®. Si tratta di osso bovino liofilizzato e denaturato, ovvero privo di componente organica, totalmente biocompatibile che viene inserito laddove vi è carenza d’osso.

Tale materiale si imbibisce di sangue ed una volta formatosi un coagulo stabile, questo permette il generarsi di un nuovo osso naturale del paziente.

infografica rigenerazione ossea dentale

Estrazione dei denti

Hai un forte mal di denti e non sai cosa fare? Stai cercando un dentista affidabile in grado di aiutarti a risolvere i tuoi problemi dentali? Stai cercando maggiori informazioni sulle estrazioni dei denti? Leggi questo articolo e ti daremo alcuni utili consigli su come risolvere il tuo mal di denti…

 

Perché ricorrere all’estrazione dei denti?

Molto spesso capita di avere dei forti mal di denti; le cause possono essere molteplici e per ognuna esiste una diversa soluzione. A volte purtroppo, capita che il dente non è più recuperabile e va quindi tolto, ricorrendo alla sua estrazione.

I casi in cui si rende necessaria l’estrazione possono essere: un’infezione, come ad esempio un ascesso; un granuloma apicale sul quale non si può effettuare un intervento chirurgico; radici destinate a marcire non utilizzabili neanche come supporto protesico; denti che hanno perso il contatto con l’osso e che si muovono talmente tanto da non poter essere più salvati.

In ogni caso, spetta sempre al dentista la decisione se procedere con l’estrazione oppure no. Per noi di Freesmile l’estrazione è sempre l’ultima soluzione. Tentiamo in ogni modo di salvare i denti naturali. Se necessario, però, vi ricorriamo, come ad esempio nei casi particolarmente complessi riguardanti i denti del giudizio.

 

Rimedi 

Una volta effettuata l’estrazione, è necessario provvedere alla sostituzione dei denti mancanti nel minor tempo possibile. Infatti i denti, a lungo andare, tendono a spostarsi per colmare lo spazio che si è creato, provocando problemi alla masticazione e, con il tempo, anche all’articolazione temporo-mandibolare.

Ci sono diverse tecniche per la sostituzione dei denti mancanti, tra cui l’implantologia dentaleche consiste nell’inserire una radice artificiale nell’osso mandibolare o mascellare. La radice funge da supporto per protesi o singoli denti o ponti dentali. Noi di Freesmile utlizziamo impianti di alta qualità, stabili e duraturi con un ottimo rapporto qualità-prezzo.