Autunno: via la tristezza con la dieta del sorriso

Autunno: via la tristezza con la dieta del sorriso

L’abbiamo detto più volte: sorridere fa bene alla salute. Oltre a renderci più aperti, positivi e a facilitare le nostre relazioni, sorriso e risate rilasciano anche endorfine, sostanze chimiche che hanno un effetto benefico sul sistema cardiovascolare. Non solo, alcune ricerche hanno evidenziato come ridere possa addirittura aiutare il dimagrimento, favorendo la perdita delle calorie in eccesso.

E se, invece, fosse proprio la dieta che adottiamo a condizionare il nostro buonumore?

A quanto pare sembra proprio di sì. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che gli alimenti che scegliamo di assumere influenzano i nostri stati d’animo, tanto da influire sul metabolismo, sulla produttività e sul livello di energia e vitalità.
Ecco perché, in pieno autunno, quando la malinconia tende a prendere il sopravvento, fare il pieno dei “cibi del sorriso” può essere una buona idea.I carboidrati, ad esempio, contribuiscono all’apporto di zuccheri “buoni”, ovvero quelli che si bruciano rapidamente compiendo le normali attività quotidiane, e aumentano i livelli di serotonina. Fra questi però attenzione ai dolci: oltre a danneggiare i nostri denti, la loro assunzione comporta l’immediato aumento e il successivo crollo del livello di zucchero nel sangue. Di conseguenza, dopo averli mangiati, potremmo avere la sensazione di stanchezza e spossatezza.

Nella lista dei cibi che ci rendono felici c’è anche diversa frutta secca, fra cui mandorle, anacardi, nocciole, cereali integrali e fagioli. Via libera anche alle carni magre come pollo e tacchino, al maiale e alle fettine di manzo e al salmone, ricco di Omega 3 (veri e propri toccasana contro la depressione). Fra le verdure segnaliamo in particolare quella a foglia che, essendo ricche di acido folico, stimolano la produzione di serotonina nel cervello.

Infine, “dulcis in fundo”, non dimenticate il cioccolato fondente. Da sempre rifugio nei momenti di tristezza e insoddisfazione questa varietà, in particolare, rappresenta un valido alleato contro la depressione, contribuendo anch’essa alla produzione di serotonina.